|
Critiche |
|
Rita Sala, Il Messaggero di Roma (...) Sulla materia salottiera di mezzo secolo fa l'attore e regista innesta straniamenti ben piazzati, enfasi comica ed ironie, mentre mantiene intatta la grazia borghese, la fatuità e la leggerezza che continuano a fare, di questo testo, un'occasione di puro relax. (...) Resta da prendere atto di come il pubblico, che sta riempiendo il Quirino in ogni ordine di posti, apprezzi la bravura degli attori e la rapidità con cui svolgono la trama, non proprio intrigante, da perfetti ingranaggi dell'effervescente motore montato da Proietti. (...) Numerosissime chiamate, alla fine, per tutti. La gente applaude sia la riproposta della commedia che lo sguardo disincantato con la quale regista ed interpreti la sistemano in un paradiso di artifici e schermaglie passati, certo, eppure capaci di strizzare l'occhio, gaudiosamente, alla contemporaneità. Masolino d'Amico, La Stampa di Torino (...) Proietti ha scelto la strada più semplice e più difficile, quella di badare a farne funzionare i meccanismi comici, senza nulla sottolineare. Per ottenere questo occorre una squadra in cui tutti rispettino i tempi, nella certezza che ciascuno, a turno, avrà il proprio momento di gloria (...) Ma poi quello che conta davvero è il gioco degli attori, e questi sono tutti da encomiare (...) Questo è reso sfruttando le occasioni con perfetto controllo (...) Due tempi di 50', ottimo umore generale alla prima, che come qui si usa è cominciata con 45' di ritardo, repliche fino al 2 febbraio. |