Compendio petroliniano che spazia
dalle macchiette alle opere teatrali, in oltre tre ore di spettacolo ad
altissimo livello, allestito, con la complicità di Ugo Gregoretti, per il
Brancaccio con la collaborazione degli allievi del Laboratorio di
Esercitazioni Sceniche, tra i quali si riconoscono gli immancabili Giorgio
Tirabassi e Sandra Collodel. Il primo tempo è un grande ripasso generale
del repertorio di Petrolini (Nerone, Fortunello, Gastone,
La canzone delle cose morte, Ma l’amor mio non muore…),
spezzettato in schegge impazzite e ricucito anche con qualche inserto
dannunziano (dal "Piacere", esilarante); nel secondo tempo si
alternano sulla scena, in un movimentato collage, tre commedie: Romani
de Roma, Benedetto tra le donne (che saranno in seguito ripresi
in Per amore e per diletto, cui vi
rimando per le trame), e Il Padiglione delle meraviglie. La trama
di quest'ultimo spettacolo è molto semplice: in un povero circo romano,
l'ex domatore Tiberio (Gigi), costretto a riposo da una malattia, soffre
per l'abbandono della sua ex amante Sirena, che gli preferisce, da quando
si è ammalato, il forzuto Tigre. Ma Tigre è sposato, e per vendicarsi
dello sgarbo Sirena propone a Tiberio uno scambio: sarà di nuovo sua, e
per sempre, se riuscirà ad umiliare Tigre, in qualunque modo. Allora
Tiberio sfida il forzuto in una gara di lotta e lo uccide, ma lo sforzo
risulta fatale anche per lui.
Pirotecnica prova d’attore
e di memoria.
Con Ugo Gregoretti ne farà ancora di
cotte e di crude in Il Circolo
Pickwick (1968), Sabato sera
dalle nove alle dieci (1973), Le tigri di Mompracem
(1974), Il Bugiardo (1980).