Gigi Proietti: La vita è una cosa meravigliosa

Home
Mappa
Prossimamente
Biografia
Teatro
Cinema
Televisione
Maresciallo Rocca
Sonetti
Links
Guestbook

Mail

Proveperunsito live space

 

2010 Regia di Carlo Vanzina
Con Nancy Brilli, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme

I Vanzina non fanno capolavori e non fanno satira. Ma una certa critica sociale, sia pure edulcorata, sia pure superficiale, forse in virtù di un certo sorridente cinismo romano per il quale non c'è niente di nuovo sotto il sole, sia pure ripetitiva, comunque esiste.

I tre personaggi protagonisti di questa loro nuova impresa sono alto-borghesi, categoria cui appartengono anche regista e sceneggiatore che quindi la ritraggono con feroce bonarietà. Essi effettivamente non si possono definire grandi personaggi come potevano esserlo quelli dei colonnelli della commedia all'italiana, ma in certo modo assolutamente normali, impegolati in una rete di malcostume cui devono necessariamente piegarsi per esigenze di carriera o di famiglia. Non sono esasperate ed esasperanti grandiose maschere alla Sordi, non si vede nel film l'arte del grottesco che ha fatto grandi Monicelli e Risi, ma in realtà somigliano molto a chiunque di noi si sia talvolta prestato a manovre opportuniste. In questo modo sono probabilmente più vicini alla nostra normalità, volendo, alla nostra mediocrità, rendendo i loro film non esattamente degni di figurare proprio in un'ideale storia del cinema (non metterei mai Yuppies accanto a C'eravamo tanto amati) ma ben indicativi della vita italiana altoborghese a cavallo del millennio.

Il film scorre piacevolmente, non impegna e strappa anche qualche risata grazie ai millenari meccanismi dell'umorismo: la caduta nella doccia, il gioco degli equivoci e degli scambi di persona, l'amnesia, i contrasti. Quello che ci vuole per la fine di una giornata di lavoro.

Gli attori servono al loro meglio la sceneggiatura: Salemme ha probabilmente la parte meglio studiata e se la cava con grande mimica, esprimendo molto efficacemente la paura di essere incastrati mentre tuttavia si continua, trascinati dagli eventi, a perpetrare reati; Brignano dà mostra di virtuosismi dialettali, è penalizzato da un volto abbastanza bovino, ma occasionalmente, nonostante l'evanescenza del suo personaggio, riesce a lanciare qualche sguardo, qualche intenzione degni di sceneggiature migliori.

Il Mandrake, con bella panzetta in evidenza e, purtroppo, ripassato dal tintore per l'occasione con un curioso effetto punk della cresta, recita in souplesse un personaggio piuttosto aereo, che sembra appunto sorvolare gli eventi lasciandosene poco coinvolgere (non so quanto per sua scelta e quanto per inconsistenza della sceneggiatura), in un bozzetto appena accennato. La sua grandezza si rivela in fulminei sguardi e in alcune battute splendidamente recitate; e in una certa tristezza, una sostanziale disillusione, anche se non ulteriormente circostanziate, che sono probabilmente il maggior contributo che ha dato al personaggio e che non a caso sembrano magicamente scomparire quando Claudio si reinventa chirurgo in Africa. In più sembra essersi allontanato definitivamente dall'incombente maschera petroliniana per avvicinarsi piuttosto a Totò. Il suo personaggio ha qualcosa del Veterinario, ma sebbene anche la sceneggiatura di quest'ultimo non fosse il massimo, non ne ha la profondità. 

La ricca aneddotica degli incidenti occorsi al Mandrake si arricchisce in questo film di una botta in testa, prevista dal copione, ma non con la violenza con la quale si è realizzata, i cui postumi sono durati due giorni. Questo potrebbe spiegare il fatto che misuri la pressione mettendosi al collo lo stetoscopio solo per bellezza :D.

Il film è stato campione d'incassi nel weekend pasquale.

 

 

Le critiche

La locandina

 

 

 

 

153652725-148f6b27-d130-46eb-a590-a074471f3f0d.jpg (57600 byte)

Con Nancy Brilli

 

 

 

 

153651993-599a14b3-4ab2-4f26-96b1-a610f349f606.jpg (52159 byte)

 

 

 

 

153654903-6e17410c-8e94-48ca-8659-33213134c251.jpg (61371 byte)

con Vincenzo Salemme

 

Torna all'inizio