Il sostituto Procuratore Mannino
Se Aloisi rappresenta il capo che
tutti vorremmo avere, Mannino (che solo nel corso della quarta serie scopriremo,
assieme a Rocca, chiamarsi Gennaro di nome), che ha il volto grifagno e mobilissimo di Mattia
Sbragia, rappresenta invece il capo che tutti pensiamo di avere: giunto in una
posizione di comando in virtù di doti che per tutta la serie rimarranno
sempre imperscrutabili, molto più abile nel mettere i bastoni tra le ruote ai
suoi dipendenti che ad aiutarli a venir fuori da situazioni difficili, sempre
pronto a defilarsi in caso di difficoltà, mosso dall'unico desiderio di evitare
le situazioni controverse e perciò inamovibile dalle semplificazioni. Reduce
dall'abbandono della moglie, come si legge sempre nel romanzo di Laura Toscano,
al contrario di Aloisi non è riuscito ad elaborare con successo il lutto di
questa perdita, ed è quindi fondamentalmente incazzoso e rompiscatole. E' lui
quello che fornisce le scadenze al maresciallo, costringendolo ad inseguire le
sue prede a ritmi forsennati pur di chiudere l'indagine entro le fatidiche
ventiquattr'ore, è lui che non si dimostra mai convinto delle iniziative
intraprese e tenta, se possibile, di porre dei limiti. Ma, al contrario dei capi
che tutti pensiamo di avere, trattandosi di un personaggio fittizio, è anche
capace di riconoscere i propri torti e di provare per Rocca e, più importante
ancora, di dimostrargli una grande stima che nel corso della serie crescerà
fino a diventare un ruvido affetto. Più che i vari cattivi che costelleranno la
serie, è lui il vero antagonista di Rocca, ma alla fine perdente e simpatico,
capace persino di chiedere scusa in russo.
L'evoluzione del personaggio è verso una bonarietà che nella mia umile opinione non gli rende giustizia. Le schermaglie con il maresciallo sono ormai molto meno sapide e di conseguenza meno divertenti. Mannino diviene come consapevole della superiorità del Maresciallo e si lascia andare ad atteggiamenti amichevoli ed imbranati che ne sminuiscono lo spessore di personaggio. Sarà pure che a me piacciono i cattivi...